Versione italiana di The Anarchists from the White Mountains, tradotto in italiano dalla versione originale danese di Bruno Berni, Istituto Italiano di Studi Germanici. / This is the Italian translation of The Anarchists from the White Mountains.
(Di sotto è un traduzione automatico del testo promozionale. Chiediamo scusa se il traduzione è insufficiente :-)
Dal punto di vista profondamente personale del suo incontro e della sua fascinazione per le montagne, il poeta e artista sonoro danese Morten Søndergaard racconta la storia di come sia nato il movimento anarchico tra gli scalpellini di Carrara. «Hai tempo per riflettere su una o due cose quando stai a tagliare pietra tutto il giorno», osserva dei uomini e delle famiglie che svolgevano quel lavoro pericoloso e poco retribuito, segando il pregiato marmo, più famoso nella storia dell’arte per il mito del talento di Michelangelo nel scegliere il blocco giusto.
Attraverso deviazioni che passano per il Walden Pond e l’anarchoprimitivismo, Kropotkin e Bakunin, Asger Jorn e Guy Debord, così come il mutualismo tra gli organismi, Søndergaard ci invita a riflettere sulla continua rilevanza del pensiero anarchico, non come fine a sé stesso ma come percorso verso un mondo di vita migliore, una rinnovata apprezzamento della molteplicità e della contraddizione che vivono intorno a noi.
Versione italiana di The Anarchists from the White Mountains, tradotto in italiano dalla versione originale danese di Bruno Berni, Istituto Italiano di Studi Germanici. / This is the Italian translation of The Anarchists from the White Mountains.
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Dal punto di vista profondamente personale del suo incontro e della sua fascinazione per le montagne, il poeta e artista sonoro danese Morten Søndergaard racconta la storia di come sia nato il movimento anarchico tra gli scalpellini di Carrara. «Hai tempo per riflettere su una o due cose quando stai a tagliare pietra tutto il giorno», osserva dei uomini e delle famiglie che svolgevano quel lavoro pericoloso e poco retribuito, segando il pregiato marmo, più famoso nella storia dell’arte per il mito del talento di Michelangelo nel scegliere il blocco giusto.
Attraverso deviazioni che passano per il Walden Pond e l’anarchoprimitivismo, Kropotkin e Bakunin, Asger Jorn e Guy Debord, così come il mutualismo tra gli organismi, Søndergaard ci invita a riflettere sulla continua rilevanza del pensiero anarchico, non come fine a sé stesso ma come percorso verso un mondo di vita migliore, una rinnovata apprezzamento della molteplicità e della contraddizione che vivono intorno a noi.